Ti è mai capitato di leggere “interessi altissimi” e, per un secondo, immaginare un nuovo buono postale miracoloso, di quelli che metti nel cassetto e ti dimentichi fino a quando diventa oro? Ecco, qui succede proprio questo, solo che il finale è diverso, e in un certo senso è anche più interessante, perché parla di cultura, non di finanza.
La verità dietro la promessa degli “interessi”
Quello che molti stanno scambiando per un prodotto di risparmio è in realtà il Bonus Cultura 2026, cioè un credito digitale destinato ai neo diciottenni. Non è un buono fruttifero, non “matura”, non capitalizza e soprattutto non genera interessi.
L’equivoco nasce da titoli furbi e da un’abitudine comune: quando sentiamo “bonus” pensiamo a soldi che crescono o a un vantaggio economico diretto. Qui invece l’idea è un’altra, molto concreta: darti una spinta per investire su libri, spettacoli, musei, corsi, insomma su tutto ciò che allarga lo sguardo.
Quanto vale davvero (e perché si parla di 1.000 euro)
Il Bonus Cultura 2026 può arrivare fino a 1.000 euro, ma non è una cifra unica uguale per tutti. È la somma di due strumenti cumulabili, ciascuno da 500 euro:
- Carta della Cultura Giovani (500 euro)
- Carta del Merito (500 euro)
Se hai i requisiti per entrambe, le puoi sommare. Ed è qui che nasce il famoso “mille”, che suona enorme, quasi come un rendimento record. Solo che non è rendimento, è credito da spendere.
Le due carte: chi le ottiene e perché
Carta della Cultura Giovani (500 euro)
È pensata per chi compie 18 anni nel 2026, quindi, in base alle indicazioni, per i nati nel 2007 o 2008, con un requisito economico: l’ISEE familiare deve essere fino a 35.000 euro. In più, bisogna essere residenti in Italia.
In pratica, è un supporto mirato, che prova a ridurre la distanza tra desiderio di cultura e possibilità di permettersela.
Carta del Merito (500 euro)
Qui il criterio è diverso, e parla di risultati: vale per chi si diploma entro i 19 anni con 100/100 o lode. È un premio, un riconoscimento concreto che si traduce in opportunità culturali.
Come si richiede (senza miti da “bonus in busta paga”)
Niente accrediti misteriosi, niente incremento dello stipendio, niente “soldi in tasca” automatici. La richiesta passa dalla piattaforma dedicata del Ministero della Cultura, nei tempi indicati dai canali ufficiali (le finestre di accesso vanno sempre verificate perché possono cambiare).
Per non perderti, segnati queste certezze:
- Conta l’età, devi compiere 18 anni nel 2026.
- Per la Carta Giovani serve il requisito ISEE.
- Per la Carta del Merito serve il voto finale (100 o lode) e il diploma entro i 19 anni.
- Una volta ottenuto, è un credito digitale, non un conto di risparmio.
Cosa puoi comprare (e cosa no)
Qui viene la parte pratica, quella che trasforma il bonus in esperienze reali. Il credito va speso presso esercenti aderenti per beni e attività culturali, ad esempio:
- Libri ed ebook
- Biglietti per cinema, teatro, concerti
- Ingressi a musei, mostre, aree archeologiche
- Corsi (musica, teatro, lingua) presso strutture compatibili
E la regola più importante, che molti sottovalutano: non dura per sempre. Il bonus scade, quindi non ha senso “tenerlo fermo” come fosse un investimento. Va usato.
Dal 2027 cambia tutto: arriva il Bonus Valore Cultura
Un’altra cosa che vale la pena sapere è che dal 2027 dovrebbe subentrare il Bonus Valore Cultura, pensato come misura più universale, senza vincoli di ISEE o di voto, con un finanziamento annuo previsto di 180 milioni e un decreto atteso entro novembre 2026.
Il punto finale: perché non esiste alcun “interesse altissimo”
Se ti aspettavi un prodotto finanziario, la risposta è netta: non esiste un buono postale legato a questo bonus, e non c’è nessun meccanismo di interesse. Però c’è qualcosa di più raro: un credito che, se lo usi bene, ti restituisce “valore” sotto forma di conoscenza, esperienze, idee nuove. E quello, a modo suo, è un rendimento che si sente anche dopo anni.




